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Lunedi 11 dicembre 2017
San Damaso I - Memoria facoltativa
 
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pensieri

Sia la luce!

LA MERAVIGLIA POLICROMATICA DEL CREATO SI RIVELA PER EFFETTO DELLA SCOMPOSIZIONE DELLA LUCE. UN ESEMPIO E’ L’ARCOBALENO E I SUOI INFINITI COLORI. SI TRATTA ENERGIA RADIANTE CHE SI SVILUPPA TRAMITE ONDE ELETTROMAGNETICHE. ALCUNI SUGGERIMENTI UTILI PER LE NOSTRE CASE AGRESTI.

"Lo scrigno dei colori è un piccolo universo delle apparenze dove la fisica moderna di Newton ha costruito con la luce del sole le sue certezze, dove ugualmente Goethe ha costruito una storia, per rendere più oggettivo un principio universale che egli cercava quasi con furore: l'imprevedibile della natura e la naturale semplicità delle arti, quella di saper guardare, sentire.. accanto al principio della qualità..." ( M.Brusatin da Storia dei Colori) Quale sia il meccanismo attraverso il quale il nostro cervello, su rimando dell'occhio, registra un determinato colore è una domanda antica quasi quanto l'uomo. Già EMPEDOCLE (492 - 432 a.C.) ebbe modo di studiarne acutamente il processo e prima di lui ALCMEONE (6° sec.a.C.) parlava d’impercettibili percorsi che dall'oggetto arrivano al centro della coscienza (cervello). Studi che sono andati lungo il corso dei secoli affinandosi attraverso il pensiero filosofico ed il calcolo matematico dentro le più illustre menti quali in antichità ARISTOTELE , PLATONE, in tempi più recenti KEPLERO, CARTESIO, in tempi moderni NEWTON , KANT, GOETHE , senza tralasciare il genio d’EINSTEIN. Una ricerca, quella sul colore, che spesso ha messo accanitamente l'uno contro l'altra teorie e pensatori come fu, anche se con indipendenza temporale, tra Newton e Goethe. Se da un lato la scientificità del primo ha chiarito le regole del gioco, quella più poetica del secondo ha contribuito a capirne gli effetti; quelli che tutti noi, anche inconsciamente, percepiamo di fronte alla meraviglia policromatica del creato. Come il suono Cosa sono allora i colori che vediamo? Limitiamoci ad affermare che è energia radiante che oggi possiamo rappresentare anche attraverso linguaggi matematici; proprio come il suono. Si tratta d’energia, di vibrazioni elettromagnetiche con tanto di lunghezza d'onda, ognuna diversa dall'altra e composte in una serie infinita. Il nostro occhio riesce a trasmettere al cervello i colori che elabora entro una determinata lunghezza d'onda che va dal rosso (la più lunga), al violetto (la più corta), in sostanza tutti i colori dello spettro. Al di fuori di questa lunghezza, che in termini pratici presenta onde che vibrano ad un ritmo d’alcuni migliaia di miliardi per ogni secondo (il rosso 460 x10^12 ed il violetto 769 x10^12), il nostro occhio non le registra. Ma come reagiscono i recettori del nostro sistema nervoso ai colori , alla loro grazia composta oppure al disordine cromatico? E ' una domanda che incuriosì anche Goethe. Oggigiorno possiamo rispondere che, come per il suono, anche i colori possono provocare benessere, o malessere, e a riprova ricordiamo che la cromoterapia non è fantascienza. Sappiamo che i colori caldi come il rosso e l'arancio provocano un’accelerazione della circolazione sanguigna, mentre i colori più freddi come l'azzurro e il verde acqua la rallentano. I toni particolarmente scuri, come il grigio topo il verde-bluastro provocano compressione e se adattati ad un ambienti domestici alimentano malinconia.

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Architetto Giovanni Zandonella Maiucco
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