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Martedi 29 settembre 2020
Santi Michele, Gabriele e Raffaele, Arcangeli - Festa
 
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pensieri

Tinge e dipinge

IL COLORE E COME IL SUONO , ARMONICO O STRIDENTE, RILASSANTE O SCATENANTE. PER LA REGOLA D'ARTE E' PELLICOLA PROTETTIVA RIUSULTATO DELLA MISCELA DI PIGMENTO E LEGANTE.

Gli esterni. Se per gli interni la scelta cromatica dipende dalla funzioni svolte nei vari locali della casa, per gli esterni, il colore deve confrontarsi con l’ambiente, senza eccedere nelle gradazioni . Oggi , il mercato mette a disposizione una gran varietà di colori e forse quest’eccesso di disponibilità, spesso disorienta di fronte alle scelte da concretizzare. E’ bene farsi consigliare da esperti se non si dispone di suggerimenti esistenti, o di analisi stratigrafiche. Un primo suggerimento e legato ai volumi della casa.. Se il complesso si sviluppa con assembramento di corpi (è il caso più frequente nelle case agresti) la regola vuole che ogni corpo abbia colore o tonalità diverse. Questo permetterà di dare alle varie parti il giusto peso rappresentativo. Il secondo viene nel prodotto da utilizzare. I colori a base di calce sono da preferirsi per igienicità, naturalità, traspirabilità . Manifestano il problema della poca resistenza (soprattutto se dati su superfici già tinteggiate con altre mescole) e sono soggetti a dilavamenti nelle parti più esposte. Su nuovi intonaci, consigliamo vivamente di dare coloriture a calce, magari prima che l’intonaco raggiunga una completa asciugatura. In quest’ultimo caso avremmo una sorta di effetto affresco, molto resistente al dilavamento. Se il rifacimento degli esterni coinvolge anche l’intonaco, è possibile inserire direttamente nella malta la miscela di colore ed ottenere cosi una superficie finale già colorata. Possono essere impiegate come coloranti sia terre sia ossidi . Una soluzione a portata di mano è inserire opportune dosi di coccio pesto (terra rossa quella dei campi da tennis) nell’impasto finale e verificare la gradazione su campione fatto opportunamente asciugare . Tinteggiamo a calce gli esterni. Per preparare una buona miscela di tinta a calce dovremmo dotarci di grassello di calce, acqua bollita e lasciata raffreddare sino a 20/30°, terre colorate o ossidi messi a bagno almeno da 24 ore, colle naturali, quali caseina, colla di fecola, anche latte intero bollito. Il grassello di calce va diluito con l’acqua calda, sino ad ottenere una soluzione liquida come il latte, e poi unito al colorante (già stemperato per bene e ridotto anch’esso ad una sorta di sciroppo) sino al raggiungimento della tonalità che desideriamo. A questo punto, si unisce la colla in una percentuale che solo genericamente più essere fissate nel 10% della quantità di calce (le colle hanno diversa capacità adesiva) e si mescola per bene. Una volta concretizzata la mescola è il momento di stenderla. Prima operazione, per gli intonaci nuovi, ossia mai tinteggiati, è quelle di inumidire la superficie con una passata di acqua di calce. Poi con un pennello ben grande iniziare la tinteggiatura con andamento regolare (alto-basso , oppure destra-sinistra) senza preoccuparsi di voler ottenere una completa copertura alla prima passata. Gli strati di tinta (potrebbero essere sufficienti due por chi ha una buona mano) vanno dati incrociati per ottenere una più omogenea copertura. Si può anche usare al posto del pennello, una pompa spruzzatice simile a quella per irrorare le vigne, che permette una stesura più omogenea. Un ultimo consiglio: la tinta a calce schiarisce notevolmente asciugandosi, perciò è bene provare la miscela su un supporto di gesso o cartone per verificare l’effetto finale. di Giovanni Zandonella Maiucco 

 

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Architetto Giovanni Zandonella Maiucco
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